FORMAZIONE EDUCATORI – SANT’ANTONIO DI SAVENA BOLOGNA

Comunità educante

Siamo un gruppo di giovani catechisti di Sant’Antonio di Savena (Bologna) e domenica 14 maggio, alla fine dell’anno di catechismo con ragazzi delle superiori, ci siamo incontrati per parlare del nostro cammino con i ragazzi e delle difficoltà incontrate.

Ogni classe ha reso partecipi gli altri di quali fossero le difficoltà: la poca partecipazione sia dei ragazzi che talvolta della nostra comunità parrocchiale; la mancanza di spinta e voglia nel preparare e gestire gli incontri anche da parte di noi educatori. E’ emersa la difficoltà di conciliare studio, sport, altre esperienze di vita e di fede con l’essere educatore e di come tante volte all’interno dei singoli gruppi ci siano educatori che lavorino di più e altri siano più affaticati, e non riescano a rendere quanto vorrebbero, stancando però gli altri compagni. Dopo una prima ora di confronto, Stefano (il nostro responsabile) ci ha presentato Fra Mattia, frate che si occupa di Pastorale Giovanile e ci ha proposto un percorso (16ADO) costruito e modulato sulle esigenze dei ragazzi dai frati e suore di Lonigo. Indipendentemente dalla qualità e dalla bontà del percorso proposto, che con tutta probabilità inizieremo a settembre, quello che più è stato utile è stato parlare con Fra Mattia di tutti i problemi emersi. Alcuni di questi, come la difficoltà a conciliare tutti gli impegni di ognuno di noi, sarebbero superati grazie alle modalità con cui si svolge il percorso 16ADO, ma ancora più importanti sono state le sue parole rispetto a cosa vuol dire essere educatori. Riporto solo un paio di frasi: “L’essere educatore è un servizio non una vocazione” e ancora “Non è detto che voi siate la risposta per i vostri ragazzi”. Abbiamo ragionato insieme su quale sia effettivamente il ruolo dell’educatore che non si può far carico di compiti che spettano a chi ha nella cura degli adolescenti la propria vocazione e nemmeno possiamo pensare che noi come gruppo parrocchiale siamo l’unica risposta alle esigenze e alla ricerca di fede dei ragazzi: ci sono altre realtà (dagli scout a altri gruppi) che potrebbero rispondere alla loro sete di fede. Un ultimo punto toccato, e che credo sia importante riportare, è la necessità nei nostri incontri di puntare alto, di non accontentarsi di incontri al ribasso per coinvolgere tutti i ragazzi anche i più “scanzonati”. E’ invece necessario fare incontri che siano calibrati verso l’alto, perché, come ci diceva Fra Mattia, più si punta in alto e più i ragazzi capiscono il messaggio e fanno un percorso di fede maturo e valido. Con Fra Mattia e tra di noi abbiamo deciso che con tutta probabilità da settembre inizieremo questo percorso che prevede anche una parte di formazione per noi educatori. Una volta iniziato il percorso con i ragazzi, stravolgendo un po’ quelle che erano le nostre modalità di preparare gli incontri, saremo aiutati in tutta la prima parte dai fratelli e dalle sorelle della comunità di Lonigo, sperando davvero che per noi e per i nostri ragazzi affidarci a “professionisti”, sia non solo utile ma possa portare molto frutto.

Luca (educatore)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *