CAMPO OCEANIA – 16ADO ROMA

Il campo chiesa del gruppo cresima quest’anno ci ha portato a Civitavecchia, dove abbiamo passato dei giorni all’insegna della riflessione personale e divina, non senza momenti di svago e divertimento.

Il fulcro di questa esperienza è stato il film Oceania, che ci ha offerto spunti interessanti sulla nostra vita, toccando in particolare tre temi, uno per ogni giorno di campo: la ricerca delle abilità e del proprio scopo, le relazioni interpersonali e la ricerca della propria immagine e concezione di Dio. Durante i giorni ci sono stati momenti molto intensi di preghiera, catechesi e condivisione, nei quali noi ragazzi ci siamo aperti e abbiamo cercato con impegno e dedizione di comprendere il messaggio che ci ha regalato il Signore, lasciandoci trasportare da esso. A questi attimi si sono alternate attività e momenti di divertimento, come i pomeriggi passati in spiaggia o le divertenti e “discutibili” trovate dei catechisti. Questi ultimi sono stati per noi dei punti di riferimento fissi in questi giorni, e ci hanno aiutato e accompagnato non come insegnanti, ma come amici fidati, consegnandoci il proprio cuore. E anche tra noi ragazzi è scattato qualcosa. Infatti, nonostante ci conoscessimo già, abbiamo avuto modo di creare o consolidare i nostri rapporti, anche grazie alla natura stessa del campo. Inoltre siamo cresciuti emotivamente e personalmente, dimostrandolo nella crescente maturità con cui abbiamo provato ad affrontare i giorni ed il gesto stesso del servizio, rappresentato da vari incarichi a noi assegnati, dall’apparecchiare, al pulire le camere. Nonostante tutto non sono mancati i momenti di “difficoltà”, soprattutto emotiva, che hanno portato a qualche spiacevole confronto. Ma dopotutto in un viaggio non ci sono sempre delle difficoltà da superare? E l’aiuto per farlo è arrivato da una figura fondamentale, la guida spirituale del nostro percorso, rappresentata da Fra Mattia. Egli con la sua esperienza spirituale ha saputo ben accompagnare il campo, dalle sempre “originali” sveglie, ai momenti più profondi di preghiera. Insomma è stata un’esperienza che ha toccato e segnato tutti, chi in un modo, chi in un altro, e senz’altro avremo tutti la nostra “pietra” da portare via con noi da questo viaggio.

Vincenzo (1 superiore)

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